L’Europarlamento accoglie una mozione e impone a Google la distinzione del motore di ricerca dalle altre attività

L’Unione Europea è stata chiara nei confronti del gruppo di Google il quale si dovrà attenere alle indicazioni: separare il motore di ricerca dalle altre attività. E’ stata approvata una risoluzione in cui gli eurodeputati sollecitano i Paesi membri e la Commissione di sorvegliare la concorrenza e di scorporare i motori di ricerca da altri servizi commerciali.

Questo perché c’è il rischio di situazioni illegittime che dominerebbero nel mercato e che riguarda, anche se non citato direttamente, proprio il colosso americano del web, che possiede il 90% per cento delle quote di mercato del settore ed è sospettato di stravolgere a suo vantaggio i risultati delle ricerche.

Il testo è stato varato dall’Aula con 384 voti favorevoli, 174 contrari e 56 astenuti; evidenzia che

“il mercato di ricerca online è particolarmente importante per garantire condizioni concorrenziali all’interno del mercato unico digitale”

così da “impedire qualsiasi abuso nella commercializzazione di servizi interconnessi da parte dei gestori dei motori di ricerca”, approvando con favore l’impegno preso dalla Commissione di andare a fondo alla situazione, in quanto è indispensabile che una ricerca online non sia discriminatoria.

Va detto che il presidente Usa Barack Obama si è posto in maniera critica nei confronti di questa mozione in quanto considera le pressioni europee dettate dall’incapacità di concorrere.

Oltretutto si è mosso anche un gruppo di deputati americani che ha inviato una lettera di protesta direttamente al presidente dell’Aula di Strasburgo, Martin Schulz, dichiarando che “queste indicazioni creano muri anziché ponti” e “non definiscono le conseguenza che tali politiche possono generare sulle relazioni commerciali Ue-Usa”.

Il rapporto tra Google e l’Europa è decisamente agitato, per cui i problemi con l’antitrust UE, che fa a capo alla Commissione, hanno spinto il quartier generale, situato in California, a Mountain View, a fondere le due aree di gestione, una a nord-ovest l’altra a sud-est.

Cita il Financial Times, che Matt Brittin (il nuovo leader della parte nord-ovest) vorrebbe assumere il pieno controllo e fondere le due sedi operative; una strategia non solo logistica ma anche politica. Brittin, avrebbe motivato questa operazione in quanto necessaria a contrastare il confronto continentale, non determinato dalle sole regolamentazioni dell’EU ma anche dalla concorrenza sul mercato. Inoltre, avrebbe confermato l’intenzione di appoggiare la proposta del “single digital market europeo”, con investimenti in programmi di alfabetizzazione digitale che creeranno, entro il 2016, un milione di cittadini europei sulle competenze digitali, con un investimento pari a 25 milioni di euro.

In breve accetterà le regole ed eviterà di avere un alterco con Bruxelles.

La pressione del Parlamento è anche nei confronti degli Stati membri e dell’esecutivo comunitario in quanto si inserisce nel quadro dell’adempimento del mercato unico digitale dell’UE, che fa della principale competitività uno dei presupposti essenziali. Il testo mette in rilievo che il mercato unico digitale potrebbe dar vita a ulteriori 260 miliardi di euro all’anno per l’economia dell’Ue e così da dare un impulso alla sua concorrenza.

Malgrado ciò, per liberalizzare questo potenziale, dovrebbero essere affrontate sfide fondamentali, come la suddivisione del mercato, la deficienza di interoperabilità e le differenze regionali e demografiche per l’accesso alla tecnologia.

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