Rapere: il drone cacciatore di droni

Il rapporto fra droni e privacy è molto delicato e soggetto ad attente analisi da parte di tutti i governi. Resta il fatto che un drone rende recinti, siepi e alberi inutili per proteggersi dalla vista di vicini o passanti impiccioni.

Una soluzione al problema la vuole fornire una nuova startup, Rapere, che ha progettato un drone cacciatore di suoi simili. Il progetto è opera di ingegneri con lunga esperienza nel campo dei velivoli pilotati a distanza, che hanno deciso, almeno per ora, di rimanere anonimi per generiche e non meglio specificate “ragioni commerciali”. Il sito di Rapere presenta solo una slide, niente foto o video della loro creatura.

Seppure avvolta dal mistero l’idea è notevole: si tratta di un drone con a bordo 12 telecamere a bassa risoluzione, in grado di individuare altri droni, senza confonderli con uccelli o modelli radiocomandati, portarsi sopra di loro e lanciare una rete che, bloccando i rotori, li farà precipitare.

L’energia necessaria per alimentare il software “predatorio” e raggiungere velocità elevate, è ricavata a scapito dell’autonomia: mentre i normali droni posso volare per circa 15 minuti, il Rapere ha un’autonomia di 2 minuti, quella necessaria a intercettare, abbattere e rientrare.

Al momento non esistono “rivali” in grado di sfuggire alla sua presa rapida, resa più mortale dalla difficoltà di avvistare in tempo un oggetto così piccolo e veloce.

Risolti i problemi tecnici, restano aperte questioni legali: non è certo pensabile che si attacchi impunemente qualsiasi povero drone troppo vicino ai nostri interessi, quindi il team di Rapere pensa a impieghi professionali, ad esempio contro droni spia o “paparazzi”, da parte di pubblici ufficiali, organizzatori di eventi, scorte private ecc…

Un modo di prevenire abusi potrebbe consistere nel notificare alle autorità la vendita di uno di questi droni killer.

www.dronionline.net

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